Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

Saturday, November 30, 2013

Isola delle Femmine Isola Pulita: MOZIONE ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA Verifica s...

N. 227 -  Verifica  sulle  gravi  e  perduranti  inadempienze riguardanti il Piano regionale di risanamento  della qualità dell’aria.
 
MOZIONE
 
L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
 
RILEVATO che:
              6 anni  fa,  il  21  novembre  2007,  Legambiente Sicilia denunciava in una conferenza stampa, che  il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente,  approvato  ed  adottato con  il  D.A.  n.  176/Gab   del   9   agosto   2007      dall’Assessore  per  il  Territorio   e   l’Ambiente Rossana  Interlandi,  era  un  copiato  dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni  addietro, nonché  un  collage  di  capitoli,  paragrafi,  ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già  edite da altri enti ed amministrazioni;
 
gli autori, coordinati dal dirigente responsabile del    Servizio    3    ‘Tutela    dall’inquinamento atmosferico’ del  Dipartimento  Ambiente,  Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti  che  quel  Piano del Veneto,  cui  avevano  attinto,  era  già  stato bocciato dalla Comunità europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite ‘comunanze’ e similitudini’ tra  le  caratteristiche ambientali del  Veneto  e  della  Sicilia,  tipo  il ‘sistema aerologico padano’ della Regione siciliana, la   limitazione   delle   ore   di   utilizzo   del riscaldamento domestico a causa della  rigidità  del clima, l’incremento delle piste ciclabili lungo  gli argini dei fiumi e dei canali  presenti  nei  centri storici   dei   Comuni   siciliani   al   fine   del miglioramento del traffico  urbano,  la  persistenza delle Comunità montane, ecc.;
 
la vicenda suscitava, a causa dei  suoi  risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e  nell’opinione  pubblica  regionale e           nazionale,  attirando  persino  l’attenzione   della trasmissione satirica ‘Striscia la notizia’  che  vi dedicava un esilarante servizio, nel corso del quale il dirigente  generale  del  Dipartimento  Ambiente, Pietro Tolomeo,  per  giustificare  l’abnormità  dei fatti,  arrivava  a  definirli  frutto   di   ‘pochi refusi’,  tuttavia  lasciandosi  scappare  che  ‘nel copiare può succedere’;
 
l’Assessore Interlandi nominava  una  commissione d’inchiesta per gli accertamenti del  caso  e  delle responsabilità,  ma  la   commissione,   di   fronte
all’imbarazzante situazione,  si  trincerava  dietro un’enigmatica   astensione   dal   rilasciare    una qualsiasi relazione;
 
a  distanza   di   circa   7   mesi   l’Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab  del  12  marzo  2008,  riteneva  di  sanare  le  abnormità  con   la semplice  eliminazione  dal  testo  del  Piano   dei riferimenti più spiccatamente ‘padani’, ma lasciando inalterate le altre parti interamente copiate;
 
CONSIDERATO che:
 
il c.d. Piano regionale di coordinamento  per  la tutela  della  qualità  dell’aria   ambiente   della Regione siciliana, vale a dire un  documento  frutto di un mero assemblaggio, operato con il  metodo  del copia ed incolla di porzioni di documenti  di  varia estrazione e provenienza, alcuni dei  quali  persino di   scarsa   attinenza   e   molti   altri    anche temporalmente superati  (basti  considerare  che  il Piano della Regione Veneto risaliva all’anno 2000 ed era stato bocciato dalla  Comunità  europea),  tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e  risanamento della qualità dell’aria;
 
nessun   provvedimento   risulta   essere   stato intrapreso  nei  confronti  dei  responsabili  della redazione del Piano copiato;
 
detto  Piano  continua  inspiegabilmente  e  poco decorosamente a  risultare  un  documento  ufficiale della Regione siciliana e  ad  essere  inserito  nel sito  istituzionale  dell’Assessorato  Territorio  e  Ambiente,   senza    che    i    vertici    politici   dell’Assessorato,     quelli     burocratici     del Dipartimento Ambiente ed i responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di intervenire al fine della sua revoca;
 
a fine gennaio  di  quest’anno  il  Tribunale  di Palermo ha depositato le motivazioni della  sentenza n. 5455/2012, con la quale si sancisce che  il  c.d. Piano  regionale  per  la   tutela   della   qualità dell’aria contiene ‘vistose copiature di un piano di un’altra regione’ e si condanna ad 1 anno e  8  mesi di reclusione l’allora responsabile del  Servizio  3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore  del  Piano copiato dott. Salvatore Anzà, poichè  nell’esercizio delle sue funzioni aveva redatto e inviato a diversi enti pubblici, regionali e ministeriali,  una  serie di  note   su   carta   intestata   dell’Assessorato Territorio e Ambiente  dai  contenuti  opinabili  in danno di Legambiente e del suo Presidente regionale,
arch. Domenico Fontana, per aver essi smascherato la copiatura del Piano;
 
lo scorso  13  marzo  il  GUP  del  Tribunale  di Palermo ha rinviato  a  giudizio,  proprio  per  non avere mai adottato  un  vero  Piano  di  risanamento della  qualità  dell’aria,  nonostante   fossero   a  conoscenza  dei  dati   allarmanti   sulla   qualità dell’aria, gli ex  Presidenti  della  Regione,  Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli  Assessori pro tempore dell’Assessorato Territorio e  Ambiente, Francesco  Cascio,  Rossana   Interlandi,   Giuseppe Sorbello e  Roberto  Di  Mauro,  ed  il  processo  è attualmente in corso;
 
VISTO che:
durante l’audizione  n.  69  del  26-09-2013,  il dott.  CAPILLI,   dirigente   dell’Assessorato   del territorio e dell’ambiente, ‘riconosce che il  piano sia stato copiato da altre regioni, ma  è  operativo da sei anni ed ha prodotto anche effetti,  contenuti in alcuni decreti  assessoriali.  Il  dott.  CAPILLI riconosce che il piano  non  contiene  alcunché  sui cementifici,  si  limita  a  prevedere  l’inventario regionale delle emissioni’;
 
durante  l’audizione  n.  69  del  26-09-2013  la sig.ra  LO  BELLO,  Assessore   regionale   per   il territorio e l’ambiente, ‘esprime compiacimento  per le iniziative intraprese sull’argomento in merito al quale   ha   dato   risposta   alle   interrogazioni presentate. Ammette che  il  piano  in  questione  è stato frutto di una  riproduzione  di  un  piano  di altre regioni, ma assicura che i dati ivi  contenuti sono della Regione siciliana. E su tali  dati  si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione  di decreti assessoriali. Sostiene  che  il  ritiro  del
piano comporterebbe  una  lacuna  e  che,  pertanto, sarebbe più opportuno procedere ad un  aggiornamento dello stesso’;
 
l’Assessore Lo Bello ‘informa che ha avviato  dei tavoli su tale tema, affinchè la Regione  si  adegui alle direttive del decreto legislativo  n.  155  del 2010.  Assicura  che  un’attenzione  particolare   è dedicata  all’aria  di  Siracusa.  A  tal  proposito informa di un prossimo incontro presso il  Ministero dell’ambiente sulla rivisitazione dell’AIA di cui ha parlato il dott. LICATA di BAUCINA e sulla  rete  di
monitoraggio dati che  deve  essere  attivata  nella Regione. Deposita una relazione redatta  dai  propri uffici   sull’argomento   datata   il    22    marzo
scorso....chiarisce che gli effetti  citati  che  il piano  ha  finora  prodotto  sono  effetti  relativi all’organizzazione amministrativa. Ritiene meritorio
il contributo che la Commissione sta offrendo con la  seduta  odierna.  Si  impegna  ad   organizzare   un incontro  con  le  parti  presenti   successivo   al confronto con gli organi ministeriali’;
 
CONSIDERATO che:
le    giustificazioni    addotte    nel     corso dell’audizione  dall’Assessore  per  il  territorio, secondo cui il Piano  ‘è  stato  sì  frutto  di  una riproduzione di un piano di altre regioni ma i  dati sono   siciliani’,   non   solo   hanno   confermato l’avvenuta,  aberrante,  commistione   di   elementi ‘siculo-veneti’ nella redazione  del  documento,  ma sono state l’esplicita ammissione che  il  risultato finale è stato un pot-pourri  di  dati  siciliani  e soluzioni venete, privo, proprio per tale motivo, di qualsivoglia  rappresentatività  e   significatività quale strumento di programmazione istituzionale; la relazione prodotta dall’Assessore e messa agli
atti della  Commissione  non  attiene  affatto  alla problematica  della  copiatura  del  Piano  e  della relativa significatività e, per di più,  per  motivi non meglio precisati  è  stata  fornita  volutamente priva dell’ultima pagina, cioè delle  conclusioni  e della firma del redattore;
 
a distanza di 2 mesi l’Assessore Lo Bello non  ha fatto seguire nessuna iniziativa  alle  affermazioni ed    agli    impegni    manifestati    nel    corso dell’audizione;
 
il ritiro  e  l’annullamento  del  Piano  copiato costituiscono  un   atto   di   trasparenza   e   di discontinuità  rispetto  ad  un  passato  che  sulla materia si è dimostrato oscuro fino al  punto  della incredibile mancata costituzione come  parte  civile della Regione siciliana nel processo penale,
 
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L’ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L’AMBIENTE
 
a  mettere  la  parola  ‘fine’  ad  una   vicenda indecorosa che da  6  anni  mortifica  il  prestigio istituzionale della  Regione  siciliana,  procedendo alla immediata  revoca,  in  autotutela,  del  Piano copiato dalla Regione Veneto;
 
ad avviare tutte le procedure per la  stesura  di un vero piano della qualità dell’aria della  Regione siciliana a tutela dell’ambiente ed  a  salvaguardia della salute della popolazione,  giustappunto  tutto ciò che è stato gravemente omesso e  continua  ancor più  gravemente  ad  essere  omesso   dagli   organi preposti.
(19 novembre 2013)
 
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -  CIANCIO             FERRERI -  FOTI  -  LA  ROCCA  -  MANGIACAVALLO  - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -  ZAFARANA




MOZIONE ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA  Verifica  sulle  gravi  e  perduranti  inadempienze riguardanti il Piano regionale di risanamento  della qualità dell’aria.


Audizione 26 SETTEMBRE 2013 dell'Assessore regionale per il territorio e per l'ambiente e del direttore generale dell'ARPA Sicilia in relazione al piano regionale di risanamento della qualità dell'aria.




Audizione sulle problematiche inerenti il passaggio a livello di via Paestum e ilsistema ferroviario presso il  comune  di Ragusa.

Commissione QUARTA - Ambiente e Territorio  26 settembre 2013 




   La seduta inizia alle ore 11.00.


Il  PRESIDENTE dichiara aperta la seduta e
riferisce  che sul  tema  relativo al piano regionale
di risanamento  della qualità dell’aria
sono state intraprese numerose attività 
e  auspica  che si raggiungano dei risultati, vista
la presenza dell’Assessore per il territorio e per l’ambiente.

L’onorevole  CIRONE 
ricorda  gli  atti 
ispettivi  che   ha presentato   e 
la  risoluzione  approvata 
in  Commissione.  Dichiara 
che  si  tratta  di un  tema  molto 
delicato  che coinvolge  interessi 
sensibili, quale la  salute.  
Rammenta  dell’incontro che la Commissione ha tenuto
presso il  comune di   Melilli  
e  la  grave 
situazione  che  interessa  
la popolazione  della  provincia  di 
Siracusa,  che  attendono risposte  concrete e risolutive avverso i fattori
inquinanti  causati dall’industrializzazione.

L’onorevole  SORBELLO, in relazione alla zona  di 
Siracusa, considera prioritari 
due  obiettivi:  da 
una   parte   la necessità 
della rivisitazione dell’autorizzazione integrata  ambientale 
e  dall’altra la opportunità
di programmare  una  nuova 
collocazione delle centraline, in grado di monitorare
costantemente  gli  agenti inquinanti.
Nonostante  consideri apprezzabile  l’attività svolta da parte della Provincia
 di  Siracusa  e  dall’ARPA,
allo stato attuale,  un’area  di 
10  chilometri è interessata
da emissioni di sostanze  altamente  pericolose 
 provenienti  dalle  industrie 
che   sono   ivi 
insediate.

Il dott.
LICATA di BAUCINA, dirigente generale ARPA Sicilia, rinvia  alle dichiarazione già espresse nella
seduta  n.  56 
dell’11 luglio   scorso  circa  il  piano  
regionale   di  risanamento della qualità dell’aria,
ricordando  che  l’ARPA  ha stipulato con l’assessorato del territorio
un protocollo per fornire i dati utili per l’adeguamento  del 
piano  al decreto legislativo
13 agosto 2010, n. 155. Sulla 
problematica riguardante la zona di Siracusa comunica che
ha trasmesso al Ministero dell’ambiente una nota con  la quale viene chiesta una
rivisitazione dell’AIA nella zona de qua. 
Tuttavia, non essendo organo competente ad inoltrare tale istanza è
stata  trasmessa all’assessorato   del 
territorio affinchè provvedano.

Il  sig. 
GENCHI, CGIL, osserva che sei anni fa 
Legambiente denunciava che il piano regionale sulla qualità  dell’aria era 
il  prodotto  di  un copiato dal piano  della 
Regione Veneto.
Nonostante una particolare attenzione mediatica,
non è  susseguito  alcun intervento.  Infatti, il
piano  contiene dei  riferimenti 
che  non  risultano 
compatibili  con   il
territorio  siciliano,anzi, vi  sono 
rinvii a  territori pianeggianti
e percorsi che appartengono alla realtà veneta.
E  sebbene sia stata chiesta più volte la
revoca del  piano, ancora  oggi 
sul  sito dell’assessorato del
 territorio  si trova   pubblicato 
il  suddetto  piano 
con   delle lievi modifiche.  Sulle 
aree  ad  elevato rischio ambientale, come  Siracusa, erano  state  stanziate  ingenti somme 
per  il  risanamento dell’aria, di cui non si è
visto alcun beneficio. Stigmatizza, 
inoltre,  i contenuti della  recente 
AIA  sul petrolchimico di
Siracusa, che opera dei rinvii in un’ottica di prospettive future.


La sig.ra
LO BELLO, Assessore regionale per il territorio 
e l’ambiente,   esprime  compiacimento   per  
le   iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al 
quale  ha   dato 
risposta  alle  interrogazioni presentate.  
Ammette  che  il
piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un piano 
di  altre  regioni, 
ma  assicura  che  i  dati  
ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati
si  è provveduto a dare attuazione
mediante l’adozione di  decreti
assessoriali.   
Sostiene   che  
il   ritiro    del   
piano comporterebbe  una  lacuna 
e  che,  pertanto,  sarebbe 
più opportuno  procedere  ad 
un  aggiornamento  dello   stesso. Informa che ha avviato dei tavoli su
tale tema, affinchè  la 
Regione si adegui alle direttive del decreto legislativo  n.
155 del 2010.  Assicura  che un’attenzione particolare è dedicata
 all’aria di 
 Siracusa.  A  tal 
proposito  informa  di 
un  prossimo incontro    presso  
il   Ministero   dell’ambiente    sulla rivisitazione dell’AIA di cui
ha parlato il dott. LICATA  di
BAUCINA  e  sulla rete di monitoraggio dati che deve  essere attivata nella Regione.  Deposita  
una   relazione   redatta 
 dai   propri   uffici 
sull’argomento datata il 22 marzo scorso.

L’onorevole  SORBELLO 
chiede che prima  di  procedere 
alla rivisitazione  dell’AIA vengano coinvolti  gli 
enti  locali della
zona interessata.

Il  dott. CAPILLI (uno dei redattori del Piano n.d.a.), dirigente dell’Assessorato del
territorio e dell’ambiente, riconosce che il piano sia stato copiato da
altre  regioni,
 ma è operativo
da sei anni ed  ha  prodotto 
anche effetti, contenuti in alcuni decreti assessoriali.

Il   sig. 
CIAMPOLILLO,  Comitato  Cittadino 
Isola  Pulita,rappresenta  che  il 
piano attualmente ancora 
vigente  non contiene   alcun  
riferimento  alle zone  interessate  
da cementifici.
  Chiede come l’Italcementi
presso  Isola   delle Femmine  abbia 
ottenuto l’AIA se tali  zone 
non  risultano  presenti nel piano.

Il  PRESIDENTE 
chiede  chiarimenti in  merito 
al  rilascio dell’AIA  al 
citato cementificio,  senza  il 
presupposto, ovvero la previsione all’interno del  piano regionale

Il  dott. 
CAPILLI
  riconosce  che  il  piano 
non  contiene
alcunché sui cementifici
, si limita a prevedere l’inventario  regionale delle emissioni.

La  dott.ssa NICOTRA, esperta in materia
ambientale,  elenca una  serie di
sostanze inquinanti che risultano presenti 
in tutta  la  zona 
di  Siracusa.  Riferisce  che 
le  sostanze rilevate sono
altamente pericolose per la salute umana e 
il decreto  legislativo n. 155 non
le elenca  tutte.  Pertanto, propone  che  la  Regione 
si faccia  carico  di  aggiungere all’elenco nazionale tali
sostanze mediante un atto proprio.  Tra 
queste  ricorda le emissioni di
PM10 provenienti  dalle torce del petrolchimico
che sono continuamente accese  e  le emissioni 
provenienti  dai camini. Dichiara, 
inoltre,  che nella  zona sono presenti inceneritori i cui
controlli  sono deferiti alle stesse
società titolari dell’impianto. Ritiene che  i 
controlli  debbano  essere 
compiuti  da  un 
organo esterno, quale potrebbe essere l’ARPA.
            
Il  PRESIDENTE 
condivide la proposta di 
adottare  un  atto regionale,   trattandosi  di 
materia  che  operando 
in  via restrittiva  nel  rispetto   dell’ambiente  e 
della   salute  rientra tra le competenze regionali.
        
L’onorevole   CIRONE 
ritiene  che  la 
soluzione   sia   da individuare   nell’adozione  di 
un  decreto  assessoriale    riferisce 
di  un  lavoro di  monitoraggio  di 
sostanze  non soggette a controllo
da parte della prefettura.

Il  sig. GENCHI rappresenta le anomalie delle
torce che sono  sempre  accese,
sostenendo che servono non come 
segnale  di mal
 funzionamento, bensì  per  bruciare 
alcune  sostanze. Avverte  sulla 
necessità  di intervenire a
disciplinare  le   bolle di raffineria, su cui riferisce di
avere redatto  nel 2006,  quando 
prestava  servizio presso  l’assessorato 
del territorio,  una 
relazione che contiene proposte 
normative sulla materia.
           
Il  sig. 
LA ROSA, CGIL, suggerisce all’Assessore di avviare  una consultazione con i rappresentanti
di tutte le categorie  prima di redigere
un nuovo piano sulla qualità dell’aria. 
E aggiunge che tale piano deve essere coordinato con gli altri piani
regionali, quale ad esempio quello dell’energia.
            
Il  Prof. 
LOMBARDO,  Università  di 
Palermo,  contesta  le modalità 
di  redazione del piano, non 
essendo  sufficiente  inserire 
dei dati di una regione in un contesto di un’altra regione.
            
Il  PRESIDENTE condivide il suggerimento di
creare una  rete    di coordinamento tra tutti i
piani regionali.
           
L’Assessore
LO BELLO chiarisce che gli effetti citati che il  piano  
ha     finora   prodotto  
sono   effetti   relativi 
all’organizzazione 
amministrativa.  Ritiene 
meritorio   il contributo  che la Commissione  sta offrendo 
con  la  seduta odierna. Si impegna ad organizzare un  incontro con le  parti presenti   successivo  
al   confronto   con  
gli     organi  
ministeriali.



Il  sig. CIAMPOLILLO ribadisce l’opportunità di
revocare  il  piano attualmente pubblicato sul sito
dell’assessorato.
 



Il PRESIDENTE dichiara concluso il primo punto all'ordine del giorno e passa al secondo punto.  





Sig.ra LO BELLO Maria, assessore regionale per il territorio e l'ambiente
Dott. BARTOLOTTA Antonino, assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità
Dott. GULLO Gaetano, dirigente generale dipartimento regionale ambiente
Dott. ARNONE Giovanni, dirigente generale dipartimento regionale
infrastrutture, mobilità e trasporti
Dott. LICATA di BAUCINA Francesco, dirigente generale ARPA Sicilia
Dott. PICCITTO Federico, sindaco del comune di Ragusa
Ing. CUCINOTTA Andrea, direttore generale responsabile per la Sicilia di RFI
Prof. LOMBARDO Alberto, Università di Palermo
Dott. FONTANA Domenico, Legambiente Sicilia
Sig. LA ROSA Alfio, CGIL
Sig. GENCHI Gioacchino, CGIL
Sig. JANNI Leandro, Italia Nostra
Sig. PALMIERI Angelo, WWF
Prof. SOLARINO Luigi, Decontaminazione Sicilia
Sig. CASELLA Mario, Decontaminazione Sicilia
Sig.a BIANCO Asessandra, AugustAmbiente
Sig. CIAMPOLILLO Giuseppe, Comitato Cittadino Isola Pulita
Sig. GURRIERI Giuseppe, CUB trasporti provinciale
Sig. RAGUSA Salvatore, CUB trasporti provinciale
Sig. PATRIARCA Andrea, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. COSTA Giuseppe, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. FIRRINCIELI Sergio, comitato NO MURO






    



Ambiente, verso un nuovo piano della qualità dell’aria

settembre 27, 2013   •   1 Comments

PALERMO – Il governo regionale sta lavorando ad un nuovo Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria. Lo ha detto ieri, 26 settembre, in Commissione  all’Ars, l’assessore al ramo  che ha anche accolto la richiesta di associazioni e della di “rendere più cogenti” i controlli sull’inquinamento dell’aria in Sicilia. 


«Lo faremo attraverso un testo di legge anzi, se possibile,  con decreto assessoriale», ha detto Lo Bello. 

Al centro delle preoccupazioni della Commissione, Cgil e associazioni  ambientaliste, situazioni come quella dell’area industriale di Siracusa con  10 km di impianti industriali e alcuni inquinanti che, dice Trizzino “non  sono neppure contemplati nei decreti legislativi nazionali che regolano  la materia. E’ per questo che abbiamo chiesto un intervento legislativo  aggiuntivo che migliori e perfezioni la lotta all’inquinamento dell’aria  sull’isola”. Sotto i riflettori anche l’operato dell’Arpa. 

«Ci sono situazioni paradossali– dice il presidente della Commissione,   – A Gela, ad esempio, dove sono presenti 48 camini  industriali, per i controlli c’è un solo tecnico dell’Agenzia».

Un capitolo spinoso, quello dell’inquinamento dell’aria in Sicilia. 

Non solo per lo scandalo del Piano regionale di risanamento finito nel mirino anche della Procura perché si scoprì – era il 2007, l’assessore era allora Rosanna Inerlandi e il dirigente responsabile, Salvatore Anzà –che il piano era un “copia incolla” di quello del Veneto, ma perché dopo il Piano di risanamento e soprattutto con norme più stringenti rispetto alle  emissioni inquinanti, molte aziende potrebbero essere chiamate a un 
adeguamento degli impianti.

Ma quali sono i tempi del nuovo Piano regionale? 

«Lo Bello – dice Trizzino –ha riferito alla Commissione che la programmazione  generale  è già all’esame del Ministero. E che, una volta avuto l’ok da Roma, il governo riunirà il Tavolo tecnico per stilare il Piano definitivo”. 

Di fatto dal 2007 ad oggi, da quando cioé Legambiente svelò in una conferenza stampa che il Piano della Regione siciliana altro non era che la fotocopia di quello della Regione Veneto (risalente al 2000 e, bocciato dalla Commissione  Europea), l’isola è rimasta senza un vero strumento di programmazione e  pianificazione per il risanamento dell’aria. Per questo, lo scorso aprile i deputati del M5S avevano presentato all’Ars una interpellanza al presidente della Regione, Rosario Crocetta. 

E il Gup di Palermo rinviato a giudizio, ad aprile, i presidenti Cuffaro e 
Lombardo insieme ai rispettivi assessori all’Ambiente. A scandalizzare 
l’opinione pubblica del Piano fotocopia fu il fatto che tra le parti copiate ce  n’erano alcune che generavano, come si legge nell’interpellanza dei 
Cinque Stelle “inedite comunanze climatiche tra il Veneto e la Sicilia: 
tipo il sistema aerologico padano della Regione Sicilia o la limitazione 
dell’utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità del clima».

http://www.ilmattinodisicilia.it/ambiente-verso-nuovo-piano-della-qualita-dellaria/#sthash.bAme1uee.dpuf

IN SICILIA DAL 9 AGOSTO  DELL’ANNO 2007 NON SI RESPIRA LA STESSA  ARIA





Il “rigido clima della Sicilia” ci ha reso più  Europei, 

Oltre al  Bacino
aerologico Padano
” in Sicilia abbiamo le “piste ciclabili lungo l’argine
dei fiumi e dei canali
” presenti nei centri storici dei comuni siciliani

Dal  9 AGOSTO 2007  sembra che
in Sicilia sia mutato anche l'assetto autonomistico, dato che anche il
Parlamento, l’Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale,
come quello del Veneto”  

Sono tornate le comunità montane, l'intero territorio è diventato pianeggiante  sono nati il Sistema Ferroviario Metropolitano regionale (SFMR), il Comitato di indirizzo e Sorveglianza (CIS), i Tavoli Tecnici Zonali (TTZ), il bollettino dei Centri Operativi Provinciali (COP), ma, di contro, non c'è traccia dei 3 poli petrolchimici, delle centrali termoelettriche, dei cementifici e della distilleria più grande d'Europa; la Gazzetta Ufficiale Siciliana si chiama GUN e non GURS e tra i progetti previsti ne figura uno persino della Regione Lombardia approvato con Decreto della Giunta lombarda e corredato da varie Delibere della medesima Giunta; talune Direttive comunitarie e normative nazionali sono citate in via di emanazione o vigenti, nonostante siano intervenuti l'emanazione, il recepimento e in qualche caso l'abrogazione.



Per ogni eventuale dubbio esplicativo o interpretativo, a pag 26, cap 1,§ 1.6, sub § 1.6.1., era indicato il link http://servizi regionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, salvo scoprire che non si era indirizzati ad un documento siciliano, ma direttamente al cap 4 del Piano della Regione Veneto.



Risultato:un pot-pourri di dati siciliani e soluzioni venete.






INDIVIDUATE LE
FONTI  DA CUI SONO STATE LETTERALMENTE
TRATTE PAGINE INTERE DEL “Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente
” approvato
con D.A. 176 9.08.2007

Complessivamente  il “Piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente

approvato con D.A. 176 9.08.2007:

Le 241 pagine
risultano tratte dalle  323 pagine, o da porzioni di esse, tratte da  27 FONTI presenti anche in rete
 (N.B.: alcuni siti originari hanno subito cambiamenti negli anni, ma le pagine oggetto della copiatura sono state salvate) 


Il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della
qualità dell’aria ambiente
” è stato COPIATO  da:

  • COPIATE dal “Piano Regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera”
    D.G.R. 902 del 4 Aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004 pagine n 131

  • COPIATE dal "Piano regionale di tutela e risanamento dell'atmosfera" DGR 902 del 4 aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004  pagine n 131 

  • COPIATE da Programma Pluriennale regionale attuativo
    regolamento CEE 2080 biennio 98/99 pagine n 6

  • COPIATE da Il Turismo in Sicilia pagine
    n 1


  • COPIATE da Relazione Stato dell’Ambiente Agenda 21 Comune
    Palermo pagine 7
  • COPIATE da Annuario 
    ARPA 2005 pagine  n 18
  • COPIATE da Annuario 
    ARPA 2004 pagine  n 49

  • COPIATE da Provincia Torino Ambiente Inquinamento  Biossido di Azoto Zolfo pagine n 3

  • COPIATE da Annuario ARPA 2006 pagine n 18

  • COPIATE da AMIA Palermo realzione 1997 1998 pagine n 4

  • COPIATE da AMIA PA III Relazione pagine
    n 7

  • COPIATE da Carta Climatica e Atlante Climatologico della
    Sicilia pagine n 15

  • COPIATE da Università Ferrara Tesi di Laurea
    “L’Ambiente Naturale”
    pagine n 1

  • COPIATE da Enea 1999 pagine n 4

  • COPIATE da I Processi di desertificazione pagine n 1

  • COPIATE da Istituto Veneto Tesi di Laurea pagine n 2

  • COPIATE da Piano Provinciale Tutela Qualità aria Prov Autonoma
    Trento  pagine
    n 1


  • COPIATE da AMIA V Relazione pagine
    n 9

  • COPIATE da APAT Biomonitoraggio 2005 pagine
    n 2

  • COPIATE da Linee Guida Comprensorio del Mela pagine n 3

  • COPIATE da ARPA Laboratorio Mobile Milazzo pagine n 15

  • COPIATE da AMIA 3-4-5- Relazione pagine
    n 1

  • COPIATE da D.M. 261/02 
    Normativa pagine n 4

  • COPIATE da Genchi Cammarata pagine
    n 11

  • COPIATE da Piano Direttore Assessorato Turismo Trasporti
    Sicilia pagine n 3

 A
cura del Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine





http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/






PIANO REGIONE SICILIA  DI
COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE  ADOTTATO CON D.A.  N 176/GAB DEL 9 AGOSTO 2007

Il
Piano oltre a rappresentare un collage di capitoli, paragrafi ….. integralmente
trascritti da pubblicazioni di altri Enti ed Amministrazioni,   riproduce 
delle “inverosimili” SIMILITUDINI 
SOMIGLIANZE COPIATURE REFUSI ERRORI …….con l’omologo piano:

IL “PIANO DELLA REGIONE VENETO PER LA  TUTELA E IL 
RISANAMENTO DELL’ARIA” (delibera 452 15 febbraio 2000) ADOTTATO CON
DELIBERAZIONE N 57 DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO L’11.11.2004 che
nell’APRILE 2006 LA COMMISSIONE AUROPEA BOCCIA

La distribuzione delle pagine  del Piano Aria Regione Sicilia Copiato con il
relativo numero di pagine oltre al  Piano
Veneto dalle oltre 20 fonti da cui si è “ricopiato”

Capitolo 1:
11 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto 16 Pagine. Pagine interamente copiate  dal Piano Veneto in N° 16  (riportate
nel  fascicolo da pagina 8 a pagina 16 e da pag 22 a pagina 28) Pagine
INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto
dalle oltre 20 fonti in N° 8

Capitolo 2:
34 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto
Pagine interamente copiate  dal Piano
Veneto in N° 15 
(riportate nel  fascicolo pagine 5-6-8-10-16-17-18-21-43-53 e da pag  55 a pagina 59) Pagine INTERE del
Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre
20 fonti in N° 19

Capitolo 3:
30 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto
Pagine interamente copiate  dal Piano
Veneto in N° 10 (riportate nel  fascicolo pagine
4-6-9-12-38 e da pag  46 a pag  9 e pag 56
) Pagine INTERE del
Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre
20 fonti in N° 19

Capitolo 4-5-6-7-8-9-10-bibliografia glossario:
36 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto
Pagine interamente copiate  dal Piano
Veneto in N° 27 (riportate nel  fascicolo da pag
24 a pag 36 da pag 40 a pag 43 pagine 46 e 47- pagine 51-56-57-58 e da pagina
63 a pagina 66
) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate
oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in
24

RIEPILOGO DEL NUMERO DI PAGINE COPIATE:
131 pagine del Piano Aria Veneto
ricopiate nel Piano Aria Regione Sicilia composto di 241 pagine   Pagine intere copiate  dal Piano Veneto in N° 68 Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente
copiate
oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 70













COMMISSIONE AMBIENTE REGIONE SICILIA AUDIZIONE PER RIMOZIONE DAL SITO 




INTERPELLANZA Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria



INTERPELLANZA


(risposta scritta con urgenza)


N. -  Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti
il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria



DESTINATARI:

Al Presidente della Regione, all'Assessore
del territorio e dell'ambiente,  


                                                                       TESTO


Rilevato che

più di 5 anni fa, il 21 novembre
2007, Legambiente Sicilia denunciava in una conferenza stampa, che il Piano
Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente,
approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore
al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano
della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli,
paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri
Enti ed Amministrazioni;

gli autori, coordinati dal
dirigente responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”
del Dipartimento Ambiente, Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti che
quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla
Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano
generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali
del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione
Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento domestico a
causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabili lungo gli
argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani
al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delle Comunità
montane, ecc.;

la vicenda suscitava, a causa dei
suoi risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e
nell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione
della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante
servizio, nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente,
Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli
frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può
succedere”;

l’Assessore Interlandi nominava
una commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle
responsabilità, ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si
trincerava dietro un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi
relazione

a distanza di circa 4 mesi
l’Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di
sanare le abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei
riferimenti più spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti
interamente copiate. 

Considerato che

il c.d., Piano regionale di coordinamento per la
tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana, vale a dire un
documento frutto di un mero assemblaggio, operato con il metodo del copia ed
incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione e provenienza, alcuni dei
quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche temporalmente superati
(basti considerare che il Piano della Regione Veneto risaliva all’anno 2000 ed
era stato bocciato dalla Comunità Europea), tutto può definirsi fuorché un
documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e risanamento
della qualità dell’aria;

nessun provvedimento risulta essere stato
intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Piano copiato;

detto Piano continua inspiegabilmente e poco
decorosamente a risultare un documento ufficiale della Regione Siciliana  e ad essere inserito nel sito istituzionale
dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i vertici politici
dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed i
responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di
intervenire al fine della sua revoca;

a fine gennaio di quest’anno il
Tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n. 5455/2012, con
la quale si sancisce che il c.d. Piano regionale per la tutela della qualità
dell’aria contiene “vistose copiature
di un piano di un’altra regione
” e si condanna ad 1 anno e 8 mesi di
reclusione l'allora responsabile del Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e
coordinatore del Piano copiato dott. Salvatore Anzà, poichè nell'esercizio
delle sue funzioni aveva redatto e inviato a diversi Enti pubblici, regionali e
ministeriali, una serie di note su carta intestata dell'Assessorato al
Territorio e Ambiente dai contenuti opinabili in danno di Legambiente e del suo
Presidente Regionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la
copiatura del Piano;
lo scorso 13 marzo il GUP del Tribunale di Palermo
ha rinviato a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di
risanamento della qualità dell’aria, nonostante fossero a conoscenza dei dati
allarmanti sulla qualità dell’aria, gli ex Presidenti della Regione, Totò
Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore
dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana
Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, ed il processo si aprirà il
prossimo 3 giugno.

si chiede di  conoscere

- quali iniziative ritenga di voler adottare, ed in
che tempi (dopo quasi 6 anni) per la revoca immediata del Piano copiato;

- come intende procedere per fare emergere le
responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hanno potuto
godere nel corso di questi anni, anche come segnale forte di abbandono di un
deleterio modus operandi;

- per quali motivi il Piano copiato ha continuato
fino ad ora a fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al
Territorio e Ambiente senza che nessuno sia intervenuto al riguardo nonostante
a conoscenza della copiatura e quindi della non conformità, il tutto ancor più
aggravato dall’intervenuta condanna penale a carico del responsabile della
redazione della copiatura del Piano;

- per quali motivi sono rimaste senza risposta, a
distanza di oltre 4 mesi, le richieste di ritiro del Piano inoltrate
all’attuale assessore al territorio da parte di Legambiente e della CGIL,
ulteriormente sollecitate, anche con formale diffida, dalle associazioni
Comitato Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra, WWF Palermo, disattendendo
le norme sui procedimenti e sulla trasparenza amministrativa di cui alla L.R.
5/2011;  

- se sono stati intrapresi provvedimenti nei confronti
del dott. Salvatore Anzà a seguito della sua condanna e se il Governo intenda
costituirsi parte civile nel processo contro gli ex Presidenti della Regione,
Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, e gli ex assessori al territorio e ambiente,
Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, che
si aprirà il 3 giugno prossimo presso il Tribunale di Palermo;

- quando intende adottare un vero Piano regionale
di risanamento 
della qualità dell’aria.

(Gli interpellante chiedono  lo svolgimento 
con urgenza)


(15 Aprile 2013)                                                                          
Firmatari:       Stefano Zito (M5S)

Cancelleri Giovanni Carlo
Cappello Francesco
 Ciaccio Giorgio
 Ciancio Gianina
 Ferreri Vanessa
Foti Angela
La Rocca Claudia
 Mangiacavallo
Matteo
 Palmeri Valentina
Siragusa Salvatore
 Trizzino Giampiero
 Troisi Sergio                                                                                                                        Venturino
Antonio
 Zafarana Valentina



INTERPELLANZA



N.  0000 - Qualità dell’aria e probabile aumento di
tumori nella provincia di Siracusa. Proposta di un decreto ad hoc per gli
inquinanti di origine petrolchimica e di un Piano di Risanamento dell’aria


DESTINATARI:

Al Presidente della Regione, all’Assessore
per il territorio e l’ambiente, all’Assessorato per la Salute.


                                                                       TESTO

Premesso che:


Con decreto legislativo n. 155 del 13 agosto 2010 (So n. 217 alla Gu 15
settembre 2010 n. 216), attuazione della direttiva 2008/50/Ce, sostituente a
sua volta le disposizioni di attuazione delle direttiva 2004/107/Ce nonché le
recenti normative fra cui il D.M. 60/2002, relativa alla qualità dell'aria
ambiente e per un'aria più pulita in Europa, gli inquinanti che raggiungono il
valore limite ovvero il livello fissato in base alle conoscenze scientifiche,
incluse quelle relative alle migliori tecnologie disponibili, al fine di
evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana o per
l'ambiente nel suo complesso, che deve essere raggiunto entro un termine
prestabilito e che non deve essere successivamente superato, sono le
concentrazioni di biossido di zolfo (SO2), biossido di azoto (NO2),
benzene (C6H6), monossido di carbonio (CO), ozono (O3),
piombo (Pb), PM10 (polveri sottili), PM2.5 (polveri
ultrasottili), metalli pesanti, tra cui: arsenico (As), cadmio (Cd), nichel
(Ni), mercurio (Hg) e tra gli Ipa solo il benzo(a)pirene (BaP), che secondo lo
Iarc è l’idrocarburo policiclico aromatico classificato come “probabile”
cancerogeno.

Le stime della Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) indicano che nove persone su centomila esposte ad
una concentrazione di 1 ng/m3 (1 nanogrammo è un miliardesimo di
grammo) di benzo(a)pirene sono a rischio di contrarre il cancro.
Il benzo(a)pirene nel 2010 e nel
2011 è stato riscontrato a Priolo e a Scala Greca in concentrazioni superiori
al limite di legge (vedi relazione scientifica in allegato).
L’Occupational Safety and Health
Administration (OSHA) ha stabilito un limite di 0,2 mg di IPA per m3
d’aria.
Il National Institute for
Occupational Safety and Health (NIOSH) raccomanda che i livelli nell’aria siano
inferiore a 0,1 mg/m3 per un giorno lavorativo di 10 ore nell’ambito
di 40 ore settimanali di lavoro.
A quanto pare l’Asp di Siracusa ai
lavoratori esposti fa effettuare solo le analisi di routine.

Con decreto regionale
n. 888/17 (oggi del 14.06.2006) invece oltre a disciplinare in atmosfera SO2,
NO2, O3, PM10 e PM2, si rilevano
gli NMHC (idrocarburi non metanici) e il Toluene-etil Benzene O-M-P Xilene.
Questo decreto stabilisce delle
soglie oltre le quali devono essere operate delle azioni correttive alle
emissioni da parte delle Aziende operanti nel comprensorio industriale del
Siracusano. Sulla base dei dati prodotti dalla Rete Interconnessa (Arpa-Provincia-Cipa),
istituita per il controllo dell’inquinamento atmosferico, ogni ora una routine
verifica, secondo gli algoritmi di calcolo contenuti nel Decreto, se vi sia un
superamento delle “soglie” previste per l'attivazione dei “Livelli di intervento”.
Gli interventi previsti, come detto,
mirati a prevenire fenomeni di degrado della qualità dell’aria, si articolano
su tre livelli a seconda delle concentrazioni raggiunte dalle diverse sostanze
monitorate (SO2,  NO2
e O3, se associato a un  superamento
di NMHC). Più alto è il livello delle concentrazioni rilevate maggiore è il
livello di intervento che viene diramato e più energiche sono le azioni di
contenimento delle emissioni che le Aziende devono mettere in atto.
Gli inquinanti atmosferici menzionati sono quelli elencati nell’allegato I
della Direttiva 96/62/CE, come modificata nella Decisione 2001/752/CE.

Osservando entrambi i Decreti si notano delle grosse
inadempienze, nel senso che sia il Decreto n. 155/2010 sia il Decreto 888/17 non
fissano i valori limiti per la maggior parte degli inquinanti di origine
petrolchimica, come i mercaptani, l’acido solfidrico (H2S), gli
idrocarburi policiclici aromatici quali: benzo(a)antracene,
benzo(K)fluorantene, dibenzo(a,h) antracene, indeno(1,2,3-cd)pirene, definiti
dallo Iarc come “possibili” cancerogeni, e per quanto riguarda il benzene
(idrocarburo aromatico volatile), si rilevano soltanto il limite annuale (5
μg/m3 ) e non quello orario giornaliero, che a quanto pare nell’anno
2009 e 2010 alla Sasol (Augusta) raggiungeva dei picchi orari spaventosi (300 μg/m3
) piuttosto significativi. Dalla letteratura si evince che brevi esposizioni di
5-10 minuti a livelli molto alti di benzene nell’aria (10000-20000 ppm) possono
condurre alla morte. Livelli di concentrazione più bassi (700-3000 ppm) possono
causare vari sintomi come sonnolenza, aumento del battito cardiaco, tremori,
confusione e perdita di coscienza.
Concentrazioni minori, ma più prolungate nel tempo,
possono alterare la memoria e certe capacità psichiche. Il benzene è
responsabile di disturbi e di un effetto irritante sulla pelle e sulle mucose
(oculare e respiratoria in particolare).

Rilevato che:

L’esposizione al benzene è stata anche collegata al
danno ai cromosomi, la parte delle cellule responsabile dello sviluppo delle
caratteristiche ereditarie e a danni a livello degli organi riproduttivi.

Uno studio condotto dall’equipe di Paolo Crosignani,
direttore dell’Unità Operativa Registro Tumori dell’Istituto Nazionale Tumori
di Milano, ha verificato la correlazione tra la concentrazione di benzene e
l’insorgenza di leucemie infantili.

Studi recenti (Cocima, 2013) dimostrano come questa
sostanza provenga sia dalle emissioni convogliate e controllate sia,
soprattutto, dalle emissioni diffuse e fuggitive: dai parchi serbatoi di
benzine e gasoli per evaporazione, dalle torce, dagli impianti per perdite
varie o per incidenti, incendi compresi. Dispersioni per lesioni dei serbatoi e
di alcune condotte hanno determinato l’inquinamento dei suoli e delle falde
(Aureli, 1985; Arpa 2002; Arpa 2012).

Nell’anno 2010-2011 sia a Priolo che
a Scala Greca sono state riscontrate, sulle polveri (PM10), concentrazioni di
benzo(a)antracene, benzo(K)fluorantene, di benzo(a,h)antracene,
indeno(1,2,3-cd)pirene del valore limite superiore a 1 ng/m3, ma non
essendoci un valore limite fissato dagli attuali Decreti, non sappiamo che
danno hanno comportato alla salute umana
.
Per quanto attiene
all’acido solfidrico, altra sostanza non normata, in data 19/08/2011 si è
riscontrato un picco di 73.2 µg/Nm3 e in data 01/06/2012 una
concentrazione 65.3 µg/Nm3  riscontrato a Melilli (SR). Da letteratura mette
in evidenza una soglia olfattiva di circa 7 µg/Nm3 e un limite di
esposizione consigliato dall'OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) di 150 µg/Nm3
come media nelle 24 ore.

Nel polo petrolchimico siracusano dal mese di
dicembre 2011 al mese di luglio 2012 è stato dimostrato dagli organi di
controllo preposti, a seguito di diversi eventi e/o incidenti rilevanti, che
l’H2S fuoriesce dalle raffinerie, in particolare: sistema torce,
impianti di trattamento acque di scarico, linee e impianti che processano detto
inquinante. Inoltre è stato rilevato che tutte le aziende del petrolchimico
(Esso, Isab impianti sud, Isab impianti nord, Isab Energy) non sono dotate di
analizzatori che h/24 svolgono funzione di sorveglianza dei livelli di questo gas
negli ambienti di lavoro.

In pratica gli attuali Decreti in materia di
valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente sembrano riconoscere
come inquinanti soltanto le sostanze derivanti da traffico veicolare (SO2; NOx;
O3). E’ come se non si volessero considerare le raffinerie come fonti
principali di inquinamento atmosferico. È come se le aree a rischio in Sicilia
non fossero mai esistite.

Malgrado ciò, nel 1990 l’area del quadrilatero industriale
Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa è stata dichiarata “ad elevato rischio di
crisi ambientale” in conformità alla legge 349 del 08/07/86, in quanto
caratterizzata da gravi alterazioni negli equilibri ambientali (AERCA), quindi,
da sottoporre a risanamento tramite appositi piani. Inoltre è stata
perimetrata, ai sensi della legge 426/1998, sito di interesse nazionale (SIN),
dunque, da sottoporre a bonifica e ripristino ambientale, così come le altre 2
aree a rischio siciliane: Gela e Milazzo.

Le sostanze inquinanti non normate che sono state
descritte vengono rilevate dall’Arpa, che oltre a trasmetterle alle autorità
preposte li invia all’Asp 8 di Siracusa. L’Asp, in qualità di organo competente
per la protezione della salute umana a quanto sembrerebbe non correla i dati con
i tumori nella provincia di Siracusa. È chiaro
che da parte dell’Asp oltre all’assenza di un archivio storico dei dati utile
per monitorare negli anni l’andamento delle emissioni inquinanti in atmosfera,
non è ancora stata attivata una forma incisiva di monitoraggio sanitario.

Nel 2001 gli studi del RTP (Registro tumori provinciale)
di Siracusa segnalano una alta incidenza di Malformazioni Congenite nell’area
di Augusta e dintorni. I tassi più elevati si raggruppano in un cluster
comprendente la zona costiera che si sviluppa da Augusta a Siracusa fino ai
comuni del più vicino retroterra, anche a seguito di altre segnalazioni parte
una indagine della Procura di Siracusa. Si riscontra una forte contaminazione
da mercurio nella rada di Augusta (per
illeciti smaltimenti dall’impianto Cloro-Soda dell’Enichem, oggi Syndial). Tant’è
che l’azienda colpevole ma non imputata dona a 101 famiglie, che avevano avuto
figli malformati, undici milioni di euro.

Nel 2003 vengono pubblicati i risultati di uno studio
(Nicotra, 2007) di monitoraggio della rada, i cui sedimenti marini erano
contaminati di metalli pesanti, tra cui il mercurio 22 volte il limite
tabellare, e idrocarburi policiclici aromatici superiori al valore di
riferimento.

Nello stesso anno,  da
una perizia della procura di Siracusa viene fuori che le concentrazioni di mercurio
nei capelli delle donne di Augusta (1,45 mg/g) sono risultate maggiori che
nelle donne di Catania (1,14 mg/g) con differenze statisticamente significative
(p 0.01).

Volendo
ricorrere a confronti con aree geografiche coinvolte in passato da gravi
contaminazioni da mercurio, i valori osservati ad Augusta si collocano tra
quelli osservati a Minamata (1,76 mg/g) e quelli osservati ad Elubo nel Ghana (1,21 mg/g).

Per quanto riguarda i tumori, dal 1999 al 2002, si afferma
che il Distretto con la più alta incidenza di Tumori è quello di Augusta, i cui
valori tra i maschi si attestano ben oltre quelli del Pool Italia. Tra le sedi
neoplastiche in eccesso: i Tumori di Fegato (M-F), Pancreas (M-F), Polmoni (M),
Melanomi (F), Torace (M), Pleura (M-F), Utero, Ovaio, Encefalo (M-F), Tiroide
(M-F), Linfomi H (F) e Mielomi (F). In tutto 12 Sedi Tumorali che, con poche
eccezioni, collocano Augusta nell’ambito di un profilo epidemiologico tipico
delle aree fortemente industrializzate.

Al 2° posto si colloca il Distretto di Siracusa, i cui TSI
si attestano al di sotto di quelli di Augusta. Tra le sedi neoplastiche in
eccesso: i Tumori di Pleura (M), Utero, Encefalo (M), Tiroide.


Visto e considerato che la qualità della vita di una
comunità dipende essenzialmente dalla caratterizzazione dei siti contaminati, dagli
interventi di bonifica, da un Piano di Risanamento dell’aria che si respira,
ove in Sicilia sono fermi al palo, rispettivamente, dal 2008 (nonostante soldi
pubblici stanziati, 770 milioni di euro) e dal 1999  nonché di un monitoraggio h/24 sanitario sia
delle emissioni che sui lavoratori esposti a inquinanti petrolchimici, soprattutto
di IPA.


PER CONOSCERE SE NON RITENGANO OPPORTUNO 

1.     
Provvedere alla realizzazione immediata di un Decreto Regionale
ad hoc per le sostanze di derivazione delle raffinerie del petrolchimico site
nella regione siciliana.

2.     
Provvedere all’applicazione di un Piano di risanamento ambientale
dell’aria.
La mancanza di un Piano di Tutela e Risanamento della
qualità dell’Aria, del qual fatto vanno individuate e censurate le
responsabilità politiche e burocratiche, costituisce una grave “omissione di
soccorso” nei confronti dei cittadini e dell’ambiente intero. Si ricorda che
per questa inadempienza l’Unione Europea ha avviato una procedura d’infrazione
nei confronti dell’Italia.

3.     
Provvedere al’applicazione dell’accordo di programma
per le bonifiche: “Interventi di
riqualificazione ambientale funzionali alla reindustrializzazione e
infrastrutturazione delle aree comprese nel sito di interesse nazionale di
Priol
o”.


            (Gli
interpellanti chiedono  lo
svolgimento  con urgenza)



(15 Aprile 2013)                                                                           Firmatari:       Stefano Zito (M5S)

Cancelleri Giovanni Carlo
Cappello Francesco
 Ciaccio Giorgio
 Ciancio Gianina
 Ferreri Vanessa
Foti Angela
La Rocca Claudia
 Mangiacavallo
Matteo
 Palmeri Valentina
Siragusa Salvatore
 Trizzino Giampiero
 Troisi Sergio
                                                                                                                          Venturino
Antonio
 Zafarana Valentina






Comitato
Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

Via
Sciascia 13 90040  Isola delle Femmine

  

Al Servizio 4

"Ufficio unico procedimenti disciplinari",

dipartimento della Funzione Pubblica,

viale  Regione Siciliana 2194,
90100 Palermo


tel: 091
- 70.72826    -
   fax : 091 - 70.72843
inviato dal numeo
0918616100 9,13

 

Al
Presidente della Regione Sicilia

Onle Rosario
Crocetta
Piazza Indipendenza
21
fax :  091 7075302 90129 Palermo email:
rcrocetta@ars.sicilia.it
inviato dal numeo
0918616100 9,01
All’Assessore
Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia

Dott.sa Mariella Lo
Bello
Via Ugo La Malfa 169
fax : 091
7077963 90146 Palermo  email: assessore.territorioambiente@regione.sicilia.it
inviato dal numeo
0918616100 9,43

e
 p.c. IV Commissione  Ambiente e Territorio

Assemblea Regionale
Siciliana
Onle Giampiero
Trizzino
Piazza Indipendenza
21
fax : 0917054564 90146 Palermo  email:  trzgpr@gmail.com
inviato dal numeo
0918616100 9,59


Anticipata via email  Fax

OGGETTO: richiesta informazioni sui
provvedimenti adottati a carico del Dottor Anzà a seguito della condanna
 penale n. 5055 del
18/10/2012

Il sottoscritto Giuseppe Ciampolillo coordinatore del Comitato Cittadino
Isola Pulita sezione Legambiente di Isola delle Femmine, con la presente chiede
di conoscere, ai sensi della normativa vigente in materia di trasparenza
amministrativa, i provvedimenti che questo spettabile Ufficio ha adottato
nei confronti del dirigente pro
tempore del Dipartimento Ambiente della Regione Sicilia,
Salvatore Anzà, a seguito della
condanna n 5455 del 18 ottobre
2012 che lo ha visto condannato a 1 anno e 8 mesi, e che fa seguito alla condanna 2708 del 2010
depositata il 5/3/2010.per
diffamazione ai danni di Giuseppe Messina, portavoce cittadino di
Legambiente, emessa dal
Tribunale Civile di Palermo con sentenza

Il sottoscritto avanza tale richiesta in quanto parte in
causa  in diversi procedimenti
giudiziari connessi all'attività del dottor Salvatore Anzà nell'esercizio delle sue funzioni di
dirigente presso il Dipartimento Ambiente.





Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,
Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni: 
Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle
Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allega
  1. sentenza
    di condanna
    a
    1 anno e 8 mesi
    n 5455 2012 del
    18 ottobre 2012 a
    carico del dr. Salvatore Anzà:
  2. sentenza
    di condanna per diffamazione  del dr. Salvatore Anzà n. 2708 2010
    depositata il 5 3 2010
    ;
  3. Articolo
    Quotidiano di Sicilia Luigi Solarino “Piano dell’aria finisce in tribunale
    condannato direttore del progetto






Isola
delle Femmine 16 aprile 2013  






Sicilia – “Respiriamo” ancora l’aria del “Piano aria
pulita del Veneto”







In Sicilia ancora “aria pulita del Veneto”. Forse qualcuno ricorda la
ridicola storia interpretata
dagli uomini di Lombardo che gestivano l’assessorato territorio e ambiente della
regione siciliana. Le risate che la Petrix ha suscitato con le sue “interviste”
dei protagonisti (progettisti, assessore e dirigente regionale). Bene dopo 5
anni dalla “stesura” con copia incolla di quel piano, e dopo che un dirigente è
stato condannato per aver calunniato e ingiuriato persone ed associazioni
ambientaliste, nessun intervento è stato adottato dal Governo regionale per
ridare ai siciliani la possibilità di “respirare” un po’ d’aria della
Trinacria.
Era abbastanza prevedibile che nessun intervento sarebbe stato posto in
essere dal governo (si fa per dire) Lombardo per riparare – se non altro – alla
mala figura, in fondo si trattava di uomini di fiducia del governatore; per
altro aver spostato il dirigente generale dal territorio al Corpo Forestale era
stata già una cosa eccezionale – a sentire il personale del Corpo ne avrebbero
fatto volentieri a meno. Ma che ancora oggi nemmeno il Governo del
rivoluzionario Crocetta ha aperto una finestra per respirare aria di Sicilia, ci
sembra un tantino strano.
Ancora più strano è parso alle associazioni: Legambiente Sicilia, Cgil
Sicilia, AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia, Italia Nostra, Wwf Palermo e
comitato cittadino Isola Pulita; le quali, dopo aver atteso l’inserimento della
Giunta Crocetta, hanno segnalato “l’anomalia” alla nuova amministrazione,
chiedendo all’assessore al territorio e ambiente Maria Lo Bello di chiudere
definitivamente la finestra sul Veneto ed aprire quella sulla Conca d’oro.
Nella lettera delle associazioni si legge:
“A fronte di questa situazione a dir poco paradossale – lettera firmata da
Mimmo Fontana per Legambiente e Antonio Riolo per la Cgil Sicilia – che appare
confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio
dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di
trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi
Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche
come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus
operandi e ad un sistema
di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra
Regione”.
La segnalazione appare più che opportuna ed è sorretta dalla speranza che
rifacendo il piano, nel caso di copiature, ci si rifaccia ai tanti testi sull’ambiente siciliano.




http://www.nuovosoldo.it/2013/03/10/sicilia-respiriamo-ancora-laria-del-piano-aria-pulita-del-veneto/
















A NOI AMBIENTALISTI Siciliani  l’idea di realizzare le “piste ciclabili sfruttando argini di fiumi e
canali” ci aveva insospettito NON POCO  e
quindi……….

“PUO’ RITENERSI ACCERTATO CHE IL PIANO CONTENEVA SE NON
ERRORI, COMUNQUE VISTOSE COPIATURE DI UN PIANO DI ALTRA REGIONE

La teste Interlandi Rosanna, all’epoca dei fatti Assessore
Regionale per il territorio ed Ambiente, la quale ha spiegato che all’Anzà era
stata affidata la redazione del “Piano regionale per la tutela della qualità
dell’aria” che era stato pubblicato ad agosto 2007 sul sito dell’Assessorato.

Il piano era stato elaborato con ritardo rispetto ai tempi
dovuti, ritardo per il quale era stata attivata un procedura comunitaria per
infrazione.

Era però emerso che il “Piano regionale per la tutela della
qualità dell’aria” oltre a contenere ERRORI DI SINTASSI vari, era una COPIATURA
di un precedente piano redatto per la regione 
Veneto e tale circostanza risultava da una serie di INDICAZIONI e
RIFERIMENTI che erano del tutto ILLOGICI ed INCONGRUI ove riferiti al
territorio siciliano.

In particolare si faceva riferimento alle immissioni
atmosferiche derivanti dall’uso dei riscaldamenti domestici dovuti al CLIMA
RIGIDO, si indicava quale soluzioni dell’inquinamento da traffico il
potenziamento delle PISTE CICLABILI da realizzare sugli ARGINI DEI FIUMI CHE
ATTRAVERSANO I CENTRI STORICI e, in alcuni casi si trovava addirittura il link
della Regione Veneto (pag 14 verbale del 24.11.2011).

Appare quindi evidente che non possono ritenersi credibili i
testi Barbaro e Tolomeo che hanno parlato di correzioni effettuate dalla
segreteria e nel tempo di ventiminuti – mezz’ora; ma soprattutto appare
evidente che gli errori del “Piano regionale per la tutela della qualità
dell’aria”, non potevano essere semplici “refusi”, giacchè non potrebbe
logicamente giustificarsi la creazione ad hoc di una commissione composta da
tre soggetti che ha lavorato per quattro mesi, per la correzione di un
elaborato di appena 385 pagine, compresi gli allegati.


….lungi da essere meri refusi come dichiarato
eufemisticamente  da testi interessati
anche ad escludere ovvero attenuare proprie responsabilità  amministrative, erano vere e proprie
COPIATURE.

Peraltro, nello stesso “decreto di correzione relativo al
piano regionale per la tutela della qualità dell’aria”  si legge di “comunità montane”, “argini di
fiumi e vcanali”, “intero territorio pianeggiante della regione”, “bacino
aerologico padano” eccc..

….il “Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria”
conteneva effettivamente degli errori che per la loro evidenza e natura erano
tali da rendere legittime le critiche…..

Per quanto riguarda la commisurazione della pena, rileva
questo Giudice che NON si ravvisano motivi per la concessione  delle circostanze ATTENUANTI e ciò sia per
motivi processuali che per motivi sostanziali.

…Infatti la vicenda presenta profili di indubbia
gravità……….per formulare offese personali connotate da una fortissima violenza
verbale, violenza di cui l’IMPUTATO non è sembrato neppure rendersi conto nel
corso del suo esame dibattimentale.


DICHIARA Anzà Salvatore responsabile del REATO continuato a
lui ascrittoi e lo CONDANNA ALLA PENA di UNO ANNO e MESI OTTO  di RECLUSIONE, oltre che al pagamento delle
spese processuali
………….


Sentenza  n. 5455/2012
emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice Monocratico, sez. quarta
penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del 18.10.2012, di condanna a un
anno e otto mesi di reclusione, nei confronti di Anzà Salvatore EX DIRIGENTE
ASSESSORATO TERRTORIO AMBIENTE DELLA REGIONE. L’accusa: diffamazione   in relazione alle posizioni assunte
dall’associazione sul Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della
Qualità dell’aria .

Scarica l'intera sentenza in pdf












Diffamazione – Condannato dirigente Regione Siciliana




PALERMO -  Con sentenza n° 5455/12 il dirigente regionale Salvatore Anzà è stato condannato ad 1 anno e 8 mesi di reclusione per diffamazione per mezzo di atti pubblici del suo ufficio dell’Assessorato Territorio e Ambiente, unitamente al pagamento delle spese processuali. Dal giudice non sono state concesse le attenuanti generiche.

Tutto partì da una conferenza stampa del 21 nov. 2007 nel quale Legambiente denunciò che il Piano Regionale di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’Assessore al Territorio e Ambiente Rosanna Interlandi, era un copiato da un simile piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, che già era stato bocciato dalla Comunità Europea, nonché una mescolanza di capitoli, paragrafi, e contenuti. integralmente ripresi da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni.

Legambiente, il suo presidente regionale Domenico Fontana ed i partecipanti a quella conferenza del 21 novembre 2007, mediante diverse note redatte su carta intestata del Dipartimento Ambiente, divennero bersaglio di attacchi da parte dell’Anzà che a seguito delle note indirizzate agli ambientalisti  venne dagli stessi querelato.

La condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione inflitta con sentenza di condanna è stata sospesa, poiché essendo il dr. Anzà incensurato è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.




Sentenza 
n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice
Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del
18.10.2012, di condanna a 
un anno e otto mesi
di reclusione
, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa Legambiente
Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana,
per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi
offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione
e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. E il procedimento aperto in
relazione alla denuncia di Legambiente per le  note inviate dall’Anzà a
vari enti, in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul Piano
Regionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria .




Scarica l'intera sentenza in pdf



ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 1


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 2

ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 3


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 4
ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 5


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 6


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 7


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 8


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 9


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 10


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 11


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A  UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 12


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 13


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 14
ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 15
ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 16


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 17


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 18


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 19
ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 20


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 21


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 22


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 23


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO MESI ENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 24


ANZA' SALVATORE CONDANNATO A UNO ANNO 8 MESI SENTENZA 5455 2012  PROCED 4863 2010 R G N R 7076 2009 UDIENZA 18 10 2012   PAG 25








Comitato
Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

Via
Sciascia 13

  

Al
Presidente della Regione Sicilia

Onle Rosario
Crocetta
Piazza Indipendenza
21
Fax 091 7075302
90129 Palermo
fax inviato 19.2.13 h. 17,58 rac rr 1424411893871
All’Assessore Regionale
del Territorio e dell’Ambiente Sicilia
Dott.sa Mariella Lo
Bello
Via Ugo La Malfa
169
Fax 091 7077963
90146 Palermo  fax inviato 19.2.13 h.
17,55 rac rr  90040130219004220 posta
express

e
 p.c. IV Commissione  Ambiente e Territorio

Assemblea Regionale
Siciliana
Onle Giampiero
Trizzino
Piazza Indipendenza
21
Fax 0917054564
inviato 19.2.13 h. 17,51 racc rr 14241189396


Anticipata via Fax

OGGETTO: ATTO
D’INVITO E DIFFIDA A PROVVEDERE CON ISTANZA IN AUTOTUTELA
 ALLA REVOCA ED AL RITIRO DAL SITO WEB   DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE  DEL " PIANO
REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA QUALITA' DELL'ARIA AMBIENTE"
 


Sig. Presidente,  Sig.
Assessore, on.le Presidente IV commissione

poichè ad oggi
risulta senza seguito la richiesta inoltrata con R.R.  il 21 
e 22 gennaio 2013  alle SS.VV. da parte delle scriventi Associazioni e fin dal 24
dicembre 2012 da parte di Legambiente e della CGIL 
al fine
del ritiro del “Piano regionale di
coordinamento per la 
tutela della qualità dell’aria ambiente”
(2007)
in quanto copiato quasi 6 anni fa da
quello omologo della Regione Veneto e da vari documenti già editi da altri
Enti, le scriventi Associazioni, anche alla luce della sentenza del Tribunale
di Palermo (allegata alla presente) che ha condannato il dott. Salvatore
Anzà del Dipartimento Ambiente alla pena di 1 anno e 8 mesi per la vicenda
in questione, reiterano la richiesta e diffidano a volerle  dare
immediato adempimento, non da ultimo quale segnale di concreta
applicazione dei principi di legalità e trasparenza di cui il Governo
dichiara di farsi interprete.       

n.b.  n. raccomandate inviate il 31 gennaio 2013
142411891787- 1424411892562  ricevute
entrambe il 31 gennaio 2013


FIRMATARI DEL
DOCUMENTO:

Asessandra Bianco presidente di
AugustAmbiente
Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia,
Asessandra Leandro Janni
presidente di
 Italia Nostra,
WWF Palermo,
Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,

Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni: 
Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle
Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allega
  1. Sentenza di Condanna  emessa in data 18 ottobre 2012 nei
    confronti  del  Dottor Anzà Salvatore Autore del Piano












Comitato
Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine

Via
Sciascia 13

Al Presidente della Regione Sicilia

Onle Rosario
Crocetta
Piazza Indipendenza
21
Fax 091 7075302
90129 Palermo
All’Assessore
Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia
Dott.sa Mariella Lo
Bello
Via Ugo La Malfa
169
Fax 091 7077963
90146 Palermo 

Anticipata via Fax

Sig. Presidente e Sig. Assessore,
il 21 novembre 2007 Legambiente denunciava in una
conferenza stampa che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della
qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9
agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Interlandi, era un copiato
dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un
collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni
già edite da altri Enti ed Amministrazioni (vedasi allegato).
Gli autori non si erano neppure accorti che quel Piano del
Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi
anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e
“similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia,
tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, le piste ciclabili
lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni
siciliani, l’esistenza delle Comunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordare il servizio di Striscia la
Notizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo,
affermava trattarsi di “refusi “ (ma
refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che la commissione ispettiva
assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era costretta a rimettere il
mandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente ed i partecipanti alla
conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e diffamatori (banda di lestofanti, banda di cialtroni,
esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni,
ecc.) da parte del dirigente responsabile
della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite diverse note redatte su
carta intestata     del Dipartimento
Ambiente, senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o
della Regione intervenissero minimamente.
E’ più che evidente che quel dirigente, rimasto
impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete di
protezione.
Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha già
subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali,
nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 anni dai fatti denunciati, il
Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era stato richiesto a suo
tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sito
istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documento
tuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, che
appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio
dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di
trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi
Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche
come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus
operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività
amministrativa della nostra Regione.
 E’ di queste giorni la notizia del
Tribunale penale  di Palermo Giudice
Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010  che 
nell’udienza del 18 ottobre 2012, è st
ata emessa la sentenza n. 5455/2012,   di condanna  
a 
un anno e
otto mesi di reclusione
, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore,  parte offesa Legambiente Comitato
Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per le
diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensive
riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e del
presidente Regionale arch. Domenico Fontana.
L’operato del dr. Anzà  risulta 
a nostro parere di una gravità estrema,
in quanto dette  note
 sono state redatte su carta intestata dell'ARTA e firmate
dall'Anzà nelle funzioni ufficiali di responsabile del Servizio 3 verso
l'esterno in rappresentanza dello stesso ARTA.

FIRMATARI DEL
DOCUMENTO:

Asessandra Bianco presidente di
AugustAmbiente
Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia,
Asessandra Leandro Janni
presidente di
 Italia Nostra,
WWF Palermo,
Giuseppe Ciampolillo coordinatore  di Comitato Cittadino Isola Pulita,
Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Per comunicazioni: 
Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle
Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981
Si allegano:
1.      Piano
Siciliano e Fonti copiate
2.      Guida
lettura Piano

 Raccomandata 142411891787 ricevuta 31 gennaio
2013 inviata da isola delle femmine 22 gennaio 2013
 Raccomandata  90040130122003650 inviata da Isola delle
Femmine il 22 gennaio 2013 







                                                                     
Al Presidente della Regione
                                                                                                                          All’Assessore Regionale
                                                                                                                   del
Territorio e dell’Ambiente


Sig. Presidente e Sig.
Assessore,

il 21 novembre 2007
Legambiente denunciava in una conferenza stampa che il Piano Regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed
adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio
e Ambiente Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto
di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc.
integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed
Amministrazioni (vedasi allegati).
Gli autori non si erano
neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato
bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla
si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche
ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano”
della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei
canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, l’esistenza delle
Comunità montane, ecc.
Inoltre, come non ricordare
il servizio di Striscia la
Notizia
in cui il Dirigente Generale del Dipartimento
Ambiente, Pietro Tolomeo, affermava trattarsi di “refusi “ (ma refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”.
Come non ricordare che la
commissione ispettiva assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era
costretta a rimettere il mandato senza rendere alcuna relazione?
Erano, invece, Legambiente ed
i partecipanti alla conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e
diffamatori (banda di lestofanti, banda
di cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di
mascalzoni,
ecc.) da parte del
dirigente responsabile della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite
diverse note redatte su carta intestata    
del Dipartimento Ambiente,
senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o della Regione
intervenissero minimamente.
E’ più che evidente che quel
dirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una
consolidata rete di protezione.
Invece, per quegli scritti lo
stesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti,
civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione.
Ebbene, a distanza di 5 anni
dai fatti denunciati, il Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era
stato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella
mostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come
fosse un documento tuttora valido e rappresentativo.
A fronte di questa situazione
a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che
con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni
programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della
Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del
Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un
deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri
dell’attività amministrativa della nostra Region
e.

Palermo,

         Legambiente Sicilia                                                     CGIL Sicilia
          Domenico Fontana                                                     Antonio Riolo
                  



XVI
Legislatura ARS
INTERROGAZIONE
(risposta scritta)

Al Signor Presidente
della Regione


Iniziative finalizzate alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della
salute della popolazione dall’inquinamento atmosferico nella Regione Siciliana
– Inadempienze circa la redazione del Piano Regionale di Tutela della Qualità
dell’Aria ed aberrazioni in merito all’adozione da oltre 5 anni di un Piano
copiato dall’omologo della Regione Veneto e da documenti editi da altre fonti



premesso
che,
•   più di 5 anni fa, iI 21 novembre 2007,
Legambiente Sicilia, denunciava in una conferenza stampa, che il Piano
Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente,
approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore
al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano
della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli,
paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri
Enti ed Amministrazioni;

•  gli autori, coordinati dal dirigente
responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico” del
Dipartimento Ambiente, dott. Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti che
quel Piano del Veneto (anno 2000), cui avevano attinto, era già stato bocciato
dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si
erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche
ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano”
della Regione Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento
domestico a causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabili
lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni
siciliani al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delle
Comunità montane
, ecc.;

•  la vicenda suscitava, a causa dei suoi
risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e
nell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione
della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante
servizio nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente,
Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli
frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può
succedere”;

•  l’Assessore Interlandi nominava una
commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle responsabilità,
ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si trincerava dietro
un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi relazione;

•   a distanza di circa 4 mesi l’Assessore
Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di sanare le
abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei riferimenti più
spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti interamente
copiate;   
e considerato
che

•  il c.d. Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione
Siciliana, vale a dire un documento frutto di un mero assemblaggio, operato con
il metodo del copia ed incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione e
provenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche
temporalmente superati (basti considerare che il Piano della Regione Veneto
risaliva all’anno 2000 ed era stato per giunta già bocciato dalla Comunità
Europea), tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e
pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria;

•        
nessun provvedimento risulta essere
stato intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Piano
copiato;

•        
detto Piano continua inspiegabilmente e
poco decorosamente a risultare un documento ufficiale della Regione
Siciliana  e ad essere inserito nel sito
istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i vertici
politici dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed i
responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di
intervenire al fine della sua revoca;

•   lo scorso mese di novembre si è appreso
dagli organi di stampa che la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il
rinvio a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di
risanamento della qualità dell’aria, degli ex Presidenti della Regione, Totò
Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore
dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana
Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro;  

•  è di questi giorni la notizia che il
Tribunale di Palermo ha emesso la sentenza n. 5455/2012 di condanna ad 1 anno e
8 mesi di reclusione (pena sospesa) nei confronti dell'allora responsabile del
Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore del Piano copiato dott.
Salvatore Anzà, il quale , nell'esercizio delle sue funzioni, aveva redatto e
inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali, una serie di note su
carta intestata dell'Assessorato al Territorio e Ambiente dai contenuti
gravemente diffamatori e offensivi in danno di Legambiente e del suo Presidente
Regionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la copiatura del
Piano;

per sapere
quali iniziative ritenga di adottare, ed in che tempi, al fine di

porre
immediatamente termine, dopo oltre 5 anni e mezzo, con la revoca del Piano
copiato, a questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in
modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione,
con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del
nuovo Governo della Regione;

fare
emergere le responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hanno
potuto impunemente godere a tutti i livelli nel corso di questi anni, anche
come segnale forte di abbandono di un deleterio modus operandi e di un sistema
di connivenze tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra
Regione 
fare
conoscere i motivi per i quali il Piano copiato ha continuato fino ad ora a
fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e
Ambiente senza che nessuno dei vertici politici e burocratici che si sono
succeduti negli anni sia intervenuto al riguardo nonostante a conoscenza della
ben nota copiatura e quindi della macroscopica non conformità, tanto è vero che
nessuno degli stessi vertici e degli uffici lo ha messo in atto;

adottare
un vero Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria

 (L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)


PAGINA 24 DELLA SENTENZA 






























PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE Decreto 1474 23 dic 2008 contratto Ing Vincenzo Sansone
formalizzato dirigente 2 VIA VAS 17 DIC 2008 A.IA ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008
PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE Decreto 155 29 GENN 2009 contratto
Ing NATALE ZUCCARELLO NOMINA dirigente RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA
ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008
















ITALCEMENTI 16.2. 2013
AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE illegittima
?


http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/italcementi-autorizzazione-integrata-ambientale-decreto-693-18-luglio-2013-diffida-ritiro-decreto-e-denuncia-ai-carabinieri2.pdf

  • DEPURAZIONE BONIFICA RISANAMENTO AMBIENTALE GOVERNO BERLUSCONI
    19 FEBBRAIO 2010 ORDINANZA COMMISSARIALE EMERGENZA RIFIUTI





















http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/italcementi-autorizzazione-integrata-ambientale-decreto-693-18-luglio-2013-diffida-ritiro-decreto-e-denuncia-ai-carabinieri1.pdf





ATTO CAMERA
MOZIONE 1/00030
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 13 del 07/05/2013
Abbinamenti
Atto 1/00188 abbinato in data 22/10/2013
Atto 1/00189 abbinato in data 22/10/2013
Atto 1/00193 abbinato in data 22/10/2013
Firmatari
Primo firmatario: BUSTO MIRKO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 07/05/2013



686539Claudia MANNINO (Movimento 5 stelle)



Con il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 è stata data attuazione alla direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa che ha...
  • presentato il: 03/10/2013




Interrogazione a risposta scritta 4-02066 presentato da MANNINO Claudia testo di Giovedì 3 ottobre 2013, seduta n. 90  





MANNINO, TERZONI, GRILLO, PARENTELA, DE ROSA, DE LORENZIS, NUTI e LOREFICE. — 
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 

— Per sapere – premesso che:   





 con il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 è stata data attuazione alla direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa che ha abrogato, a partire dall'11 giugno 2010, le direttive 96/62/CE, 1999/30/CE, 2000/69/CE e 2002/3/CE;   







 con il citato decreto legislativo 155 del 2010 sono state abrogate le norme con le quali l'Italia aveva recepito e dato attuazione alle citate direttive europee – in special modo i decreti legislativi n. 351 del 1999, n. 183 del 2004 e n. 152 del 2007 – stabilendo, all'articolo 19, apposite norme transitorie e prevedendo delle regioni e delle province autonome e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di provvedere al riesame e all'aggiornamento degli atti adottati in base alla normativa previgente;   






 l'articolo 3 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che per il riesame della zonizzazione del territorio nazionale in atto alla data di entrata in vigore del presente decreto, il progetto di zonizzazione e di classificazione – di competenza delle regioni e delle province autonome – deve essere trasmesso, per l'adozione, al Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare entro i successivi quattro mesi dall'entrata in vigore del decreto stesso, unitamente agli esiti dell'attività di monitoraggio e valutazione, in base ai quali vengono classificati le zone e gli agglomerati;   







 l'articolo 4 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la classificazione, in base alla presenza e ai livelli di inquinanti nell'aria ambiente, delle zone e degli agglomerati – di competenza delle regioni e delle province autonome – deve essere riesaminata almeno ogni cinque anni e, comunque, ogni volta che si registrino eventi che incidono sulle concentrazioni nell'aria ambiente degli stessi inquinanti;   







 l'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare, all'ISPRA e all'ENEA – entro otto mesi dall'entrata in vigore del decreto – un progetto di adeguamento delle reti di misura, in conformità alla zonizzazione e alla classificazione risultanti dal primo riesame previsto dal citato articolo 3, che deve indicare anche la data prevista per l'adeguamento e il programma di valutazione da attuare nelle zone e negli agglomerati individuati;   







 l'articolo 9 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano per la qualità dell'aria che assicuri il rispetto dei cosiddetti valori limite, quantificati nell'allegato XI dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati gli stessi valori limite vengano superati; 

  




 l'articolo 9 ha stabilito l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di adottare misure che assicurino il raggiungimento – entro il 31 dicembre 2012 – dei cosiddetti valori obiettivo relativi alle diverse sostanze inquinanti, quantificati nell'allegato XIII dello stesso decreto, nel caso in cui si registrino scostamenti rispetto agli stessi valori obiettivo;   







l'articolo 9 ha stabilito, altresì, l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di adottare misure che assicurino il rispetto dei cosiddetti livelli critici relativi alle diverse sostanze inquinanti, quantificati nell'allegato XI dello stesso decreto, nel caso in cui gli stessi livelli critici vengono superati; 

  


 in base all'articolo 9 del decreto legislativo 155 del 2010, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, spetta il compito di curare la procedura finalizzata ad ottenere, dalla Commissione europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente al superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in determinate zone e agglomerati presenti nel territorio nazionale;   







 l'articolo 10 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento delle cosiddette soglie di allarme, quantificate nell'allegato XII dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che le stesse soglie di allarme vengano superate;   







 l'articolo 10 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento dei cosiddetti valori limite o dei valori obiettivo, quantificati negli allegati XI e XII dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che gli stessi valori vengano superati, per effetto di specifiche circostanze contingenti che non siano strutturali e ricorrenti;   







 l'articolo 13 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare un piano – da integrare con i piani di qualità dell'aria di cui all'articolo 9 – che contenga le misure idonee a raggiungere, nei termini previsti, i cosiddetti valori obiettivo, di cui all'allegato XV dello stesso decreto, rispetto alla presenza di ozono nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati, gli stessi valori obiettivo vengano superati;   




 lo stesso articolo 13 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di adottare misure idonee a raggiungere gli obiettivi a lungo termine concernenti la presenza di ozono nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone classificati, i livelli dell'ozono superano gli stessi obiettivi a lungo termine, pur essendo inferiori o uguali ai cosiddetti valori obiettivo; 





l'articolo 14 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che, nel caso in cui i livelli degli inquinanti superino la cosiddetta soglia di informazione o la soglia di allarme, le regioni e le province autonome informano il pubblico e trasmettono informazioni circa i livelli misurati e la durata del superamento al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che ne da comunicazione alla Commissione;  


 l'articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e il successivo invio alfa Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati in cui, relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano i rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti naturali, corredato delle informazioni circa i livelli registrati e delle prove del contributo delle stesse fonti naturali;   







 lo stesso articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e il successivo invio alla Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati in cui, i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto della risospensione del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione invernale;   







 l'articolo 18 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito gli obblighi, a carico di tutti delle amministrazioni e degli enti che applicano lo stesso Decreto, concernenti l'informazione del pubblico prevedendo, tra le altre cose, che i piani per la qualità dell'aria e i piani di azione e un documento riepilogativo delle misure adottate dalle regioni e dalle province autonome in base all'articolo 9 comma 2 e all'articolo 13 comma 2 debbono essere, in tutti i casi, pubblicato su pagina web;   







 l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome, per le zone nelle quali si registri dei cosiddetti valori limite, trasmettono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni:   







 a) i livelli degli inquinanti superiori ai valori limite che sono stati misurati, le date o i periodi in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   







 b) i piani per la qualità dell'aria, entro diciotto mesi dalla fine dell'anno durante il quale è stato rilevato il superamento dei valori limite;   







 c) le modifiche, le integrazioni e gli aggiornamenti dei piani per la qualità dell'aria entro due mesi dalla relativa adozione;   







 d) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali vengono superati i valori limite e per i quali vengono adottati i piani per la qualità dell'aria, e di quelli nei quali i livelli degli inquinanti rispettano i valori limite e i valori obiettivo, per i quali le regioni adottano misure per la preservazione della qualità dell'aria;   







per le zone e gli agglomerati nei quali si registra il superamento dei cosiddetti valori obiettivo di cui all'allegato XIII, l'articolo 19 del decreto legislativo 165 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni:   



 a) l'elenco di tali zone e agglomerati, con l'individuazione delle aree di superamento, i livelli di concentrazione degli inquinanti oggetto di valutazione, le informazioni sui motivi dei superamenti, con particolare riferimento alle fonti, e le informazioni sulla popolazione esposta ai superamenti, con cadenza annuale entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono;   





 b) la documentazione relativa all'istruttoria effettuata al fine di individuare le misure necessarie a perseguire il raggiungimento dei valori obiettivo di cui all'allegato XIII e di individuare, tra le stesse, quelle che non comportano costi sproporzionati nei casi in cui l'istruttoria svolta dalla regione o provincia autonoma ha esito positivo, le misure adottate ai sensi dell'articolo 9, comma 2;   



per quel che concerne la presenza dell'ozono, l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del 2010 stabilisce che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni:   




 a) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati, per i quali si rende necessario adottare piani per la gestione della, qualità dell'aria rispetto all'ozono, entro 6 mesi dalla fine di ciascun anno;   







 b) i livelli dell'ozono superiori al valore obiettivo e all'obiettivo a lungo termine che sono stati misurati, le date o i periodi in cui è stato rilevato il Superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   







 c) i livelli dell'ozono superiori che hanno superato le soglie di informazioni e di allarme, le date in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   







 d) le informazioni sulla presenza dell'ozono e dei relativi precursori, relative a tutte le zone e gli agglomerati, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   







 e) gli atti dell'istruttoria finalizzata ad individuare le misure necessarie ad assicurare il raggiungimento dell'obiettivo a lungo termine, con una cadenza triennale;   







 lo stesso articolo 19 prevede che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare comunica alla Commissione europea le informazioni acquisite dalle regioni e dalle province autonome, in merito al superamento dei valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della soglia di allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le misure adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente;   




 l'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che i provvedimenti di zonizzazione e di classificazione, la rete di misura, i piani e le misure di qualità dell'aria – approvati in base alla normativa previgente – devono essere adeguati alle disposizioni dello stesso decreto 155 del 2010, in base alle procedure e secondo i termini fissati, e che, in caso di mancato adeguamento trova applicazione i poteri sostitutivi di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131;   







 lo stesso articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la reiterata violazione – da parte delle regioni e delle province autonome – degli obblighi di predisporre e di trasmettere informazioni e di adeguare i piani e le misure alle richieste del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, determina la mancata erogazione di finanziamenti previsti all'interno di provvedimenti ministeriali, e che lo stesso Ministero deve provvedere all'inserimento di una clausola analoga anche con riferimento a provvedimenti generali vigenti in materia;  



all'interno del portale del Ministero dell'ambiente, nella pagina dedicata alla gestione della qualità dell'aria, è pubblicato il link al Piano regionale di coordinamento per a qualità dell'aria ambiente approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del 9 agosto 2007 dalla regione siciliana;   





all'interno della banca dati «Misure di risanamento della qualità dell'aria» pubblicata all'interno del sito dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale – che costituisce un archivio delle informazioni trasmesse dalle regioni e dalle province autonome a partire dal 2005 in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa nazionale ed europea in materia di Piani di risanamento della qualità dell'aria – non sono reperibili informazioni concernenti le situazioni di superamento dei livelli stabiliti e le misure di risanamento dell'aria adottate dalla regione Siciliana;   







disattendere gli obblighi di comunicazione alla Commissione europea di cui in premessa può costituire circostanza idonea e sufficiente perché si realizzi la violazione del diritti comunitario esponendo così l'Italia ad ulteriori e gravose procedure di infrazione;   







come denunciato dall'associazione ambientalista Legambiente Sicilia, sin dal 2007, il Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del 9/8/2007 è il frutto di un lavoro di «copiatura» del Piano regionale del Veneto che era stato approvato in precedenza;   







l'operazione di plagio è provata dal fatto che nel testo del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente della Sicilia si faceva riferimento al sistema aerologico padano, alla rigidità del clima, alla realizzazione di piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti all'interno delle città siciliane;   







con decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, l'assessore pro-tempore Interlandi ha provveduto ad eliminare dal testo le parti che risultavano palesemente «copiate» senza provvedere a una revoca integrale del Piano;   




a partire dalla fine del 2012, sono pervenute alla competente Regione Siciliana richieste di revoca del Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente del 2007, da parte di Legambiente, dalla CGIL e dalle associazioni Comitato Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra e WWF Palermo;   




nel mese di gennaio 2013, il tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n.5455 del 2012 con la quale l'allora responsabile del Servizio 3 del dipartimento ambiente, nonché coordinatore del Piano, è stato condannato per diffamazione in relazione alle dichiarazioni rese nei confronti del presidente regionale di legambiente che aveva scoperto e reso pubblica la notizia delle vistose copiature contenute nel pieno regionale del 2007 –:   







se risulti che la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente del territorio e del mare il progetto di zonizzazione e l'individuazione delle zone e degli se risulta che la Regione Sicilia abbia provveduto avvero stia provvedendo al riesame della classificazione delle zone e degli agglomerati, come previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010;  






se risulti che la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e dei mare, il progetto di adeguamento delle reti di misura dei livelli degli inquinanti nell'aria ambiente, come previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010;   







se, e in quali occasioni, risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare informazioni in merito al superamento della soglia di informazione o della soglia di allarme, come stabilito dall'articolo 14 del decreto legislativo 155 del 2012;   







se risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per l'approvazione e il successivo invio alla Commissione, l'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali, relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano i rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti naturali, e di quelli nei quali i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto della nuova sospensione del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione invernale;   







se e quando risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le comunicazioni e le informazioni richieste, relativamente alle zone e agli agglomerati nei quali si sia registrato il superamento dei valori limite e dei valori obiettivo degli inquinanti rilevati nell'aria ambiente, e dei valori obiettivo e degli obiettivi di lungo termine relativi all'ozono, come previsto dall'articolo 15 decreto legislativo 155 del 2010;   





se e quando abbia provveduto a trasmettere alla Commissione europea le informazioni acquisite dalla regione siciliana in merito al superamento dei valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della soglia di allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le misure adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente;   




se qualora tali dati non siano stati trasmessi si sia provveduto a comunicare alla Commissione europea l'impossibilità di trasmissione di detti dati stante la «non collaborazione» della regione Siciliana, o se la Commissione europea abbia sollecitato e/o chiesto informazioni sul mancato invio delle informazioni ambientali relative alla qualità dell'aria siciliana;   




quale sia lo stato di avanzamento della procedura finalizzata ad ottenere, dalla Commissione europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente al superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in zone e agglomerati presenti in Sicilia;   




se il Governo non intenda attivare, con la necessaria urgenza e determinazione, la procedura di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e a (l'articolo 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131, come previsto dall'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010, in considerazione del fatto che la Regione Siciliana non ha provveduto ad adeguare i piani e le misure per la qualità dell'aria, ovvero sia venuta meno agli altri obblighi stabiliti dal decreto e richiamati nel citato articolo 22;   




se, e in quanti casi, sia stata sospesa l'erogazione di risorse previste da programmi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a beneficio della regione siciliana, in relazione alla mancata ottemperanza agli obblighi stabiliti dal decreto legislativo 155 del 2010, così come previsto dall'articolo 22, comma 2, dello stesso decreto. (4-02066) 




http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/15476







PIANO COPIATO:












PROCESSI SENTENZE CONDANNE:





INTERROGAZIONI

















Rifiutiamo i Rifiuti: Sì alla decadenza di Berlusconi La Giunta condanna...: La Giunta condanna Berlusconi DIRETTA del 4 ottobre DIRETTA VIDEO  | La Giunta del Senato ha votato a maggioranza per la decadenza di B...



Anza condannato a 18 mesi, PIANO ARIA REGIONE SICILIA,COPIA E INCOLLA,TOLOMEO,GENCHI,CIAMPOLILLO,FONTANA,SANSONE,ITALCEMENTI



INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL PIANO ARIA SICILIA COPIATO DAL PIANO VENETO E NON SOLO




anza, ARNONE, CAVALLARO, ciampolillo, Cirincione, Fontana, GENCHI, interlandi, LEGAMBIENTE, MESSINA, PELLERITO, PIANO AEROLOGICO PADANO, Sansone, Sentenza 5455/2012, SMOG MAZZARA, TOLOMEO, Trizzino, zuccarello, 

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